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Rinnovabili: Piano Energia entro settembre
Rinnovabili tra le priorità di Governo? il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha reso noto che «l'esecutivo presenterà entro il 15 settembre la prima bozza della nuova strategia energetica nazionale alle parti sociali.
L'obiettivo è di «arrivare a consegnarla al Paese e all'Europa nella seconda metà di novembre».
Dopo il caos sollevato dalDecreto Rinnovabili, che ha portato alla definizione di un nuovo Conto Energiavedremo cosa ha in serbo il Governo.
Romani ha sottolineato che il nuovo piano dovrà fare riferimento ad undocumento condiviso. Pertanto «servirà un corretto, ragionevole e preciso punto di equilibriotra il Nord, dove si concentrano la maggior parte delle aziende che producono energia, e il Sud, dove ci sono invece le aziende dedite alle rinnovabili».
Secondo il ministro, il clima tra esecutivo e parti sociali sarebbe «eccellente» e «senza pregiudizio».
L'obiettivo è di «arrivare a consegnarla al Paese e all'Europa nella seconda metà di novembre».
Dopo il caos sollevato dalDecreto Rinnovabili, che ha portato alla definizione di un nuovo Conto Energiavedremo cosa ha in serbo il Governo.
Romani ha sottolineato che il nuovo piano dovrà fare riferimento ad undocumento condiviso. Pertanto «servirà un corretto, ragionevole e preciso punto di equilibriotra il Nord, dove si concentrano la maggior parte delle aziende che producono energia, e il Sud, dove ci sono invece le aziende dedite alle rinnovabili».
Secondo il ministro, il clima tra esecutivo e parti sociali sarebbe «eccellente» e «senza pregiudizio».
Essere positivi? Il segreto è accettare se stessi
Secondo Tal Ben-Shahar, docente di “Psicologia positiva” presso le Università di Harvard (USA) e diHerzliya (Israele), per vivere e pensare in modo positivo è importante riuscire ad accettare sia noi stessi per quello che siamo, sia la realtà così come si presenta. Il suo corso insegna a diventare consapevoli che è inutile cercare il successo a tutti i costi o tentare di essere i migliori in tutto, quando siamo semplicemente delle persone con i nostri pregi e i nostri difetti. Quando cominciò ad insegnare “Psicologia positiva”, ad uno studente che gli aveva detto “mi iscriverò al suo corso solo quando la vedrò sempre felice e sorridente”, Ben-Shahar rispose: “Se mi vedrai sempre sorridente, vorrà dire che sono psicopatico oppure morto. Solo gli psicopatici e i morti non provano mai invidia, tristezza, dolore, rabbia e, di conseguenza, non sbagliano mai”.
Ben-Shahar sostiene che sin da piccoli ci viene insegnato a mitizzare il successo e a non accettare i nostri – inevitabili, ma necessari – errori. Molto spesso i genitori fanno pressione sui figli affinché lavorino duramente per avere successo e, se poi non lo raggiungono, rimproverano loro di non aver lavorato abbastanza. “Io stesso - ha dichiarato Ben-Shahar al periodico spagnolo La Vanguardia - mi sono rovinato la giovinezza con due frasi ricorrenti: “niente può sostituire il lavoro duro” e “più lavoro sodo, più successo ottengo”. Ma tutto questo conduce alla grande ipocrisia del perfezionismo. La verità è che se vuoi avere successo, devi cominciare a sbagliare e devi iniziare ad accettare le emozioni che la sconfitta porta inevitabilmente con sé”.
“Il paradosso è” afferma Ben-Shahar “che quando accettiamo l’errore, il dolore, la solitudine e tutte le emozioni negative da essi provocate (odio, tristezza, invidia, frustrazione, ecc.) e le lasciamo defluire senza reprimerle, queste smettono di essere le “nostre emozioni” per diventare semplici “emozioni”. E, quindi, svaniscono da sole”. E continua: “Negare le emozioni, al contrario, ci allontana dalla realtà. Molti uomini, ad esempio, si negano il diritto di essere fragili. Nella nostra cultura, il maschio che chiede scusa è meno virile: è un sentimentale, cioè un debole. Il “peccato emozionale” delle donne, invece, è reprimere la collera. Esplodere di rabbia, o darla a vedere, è considerato poco femminile. Di conseguenza, risulta molto più semplice e comodo continuare ad indugiare nella menzogna”. Permettere a noi stessi di essere “umani”, cioè deboli e imperfetti, è un enorme sollievo. Le persone che accettano se stessi e la realtà (cioè il fatto che sono esseri umani che fanno errori) non aspirano ad essere i più intelligenti, i più belli o i più ricchi, ma si amano per come sono e sono già appagate. E paradossalmente, proprio partendo da questa profonda serenità interiore, riescono ad avere successo in molti campi. Essere positivi non significa ignorare o negare la realtà, ma riconoscerla in quanto tale ed accettare tutte le emozioni che provoca in noi. Quando smettiamo di negare i nostri errori e di trattenere inutilmente le emozioni negative, solo allora lasciamo spazio al nuovo e ci facciamo coinvolgere pienamente dalle emozioni positive.
(fonte: buonenotizie.it)
Ben-Shahar sostiene che sin da piccoli ci viene insegnato a mitizzare il successo e a non accettare i nostri – inevitabili, ma necessari – errori. Molto spesso i genitori fanno pressione sui figli affinché lavorino duramente per avere successo e, se poi non lo raggiungono, rimproverano loro di non aver lavorato abbastanza. “Io stesso - ha dichiarato Ben-Shahar al periodico spagnolo La Vanguardia - mi sono rovinato la giovinezza con due frasi ricorrenti: “niente può sostituire il lavoro duro” e “più lavoro sodo, più successo ottengo”. Ma tutto questo conduce alla grande ipocrisia del perfezionismo. La verità è che se vuoi avere successo, devi cominciare a sbagliare e devi iniziare ad accettare le emozioni che la sconfitta porta inevitabilmente con sé”.
“Il paradosso è” afferma Ben-Shahar “che quando accettiamo l’errore, il dolore, la solitudine e tutte le emozioni negative da essi provocate (odio, tristezza, invidia, frustrazione, ecc.) e le lasciamo defluire senza reprimerle, queste smettono di essere le “nostre emozioni” per diventare semplici “emozioni”. E, quindi, svaniscono da sole”. E continua: “Negare le emozioni, al contrario, ci allontana dalla realtà. Molti uomini, ad esempio, si negano il diritto di essere fragili. Nella nostra cultura, il maschio che chiede scusa è meno virile: è un sentimentale, cioè un debole. Il “peccato emozionale” delle donne, invece, è reprimere la collera. Esplodere di rabbia, o darla a vedere, è considerato poco femminile. Di conseguenza, risulta molto più semplice e comodo continuare ad indugiare nella menzogna”. Permettere a noi stessi di essere “umani”, cioè deboli e imperfetti, è un enorme sollievo. Le persone che accettano se stessi e la realtà (cioè il fatto che sono esseri umani che fanno errori) non aspirano ad essere i più intelligenti, i più belli o i più ricchi, ma si amano per come sono e sono già appagate. E paradossalmente, proprio partendo da questa profonda serenità interiore, riescono ad avere successo in molti campi. Essere positivi non significa ignorare o negare la realtà, ma riconoscerla in quanto tale ed accettare tutte le emozioni che provoca in noi. Quando smettiamo di negare i nostri errori e di trattenere inutilmente le emozioni negative, solo allora lasciamo spazio al nuovo e ci facciamo coinvolgere pienamente dalle emozioni positive.
(fonte: buonenotizie.it)
Vacanze: regole per rispettare la natura che ci circonda
Siamo in vacanza, via libera al relax e al riposo da spiaggia. Spazio al divertimento in montagna e con gli amici, ma sempre nel rispetto del luogo che ci ospita. Vacanza vuol dire anche attenzione che dobbiamo prestare alla spiaggia che ci accoglie e alla foresta dove ci fermeremo per un pic-nic veloce. Vi suggeriamo alcune regole per convivere serenamente e in armonia con l’habitat che andremo a visitare, e che molto cortesemente ci permetterà di soggiornare per qualche settimana.
Intanto ricordiamoci che l’ambiente è di tutti, è una casa virtuale dove ognuno è tenuto al rispetto e alla correttezza. Le mancanze di qualcuno inevitabilmente, come vediamo spesso, ricadono su di noi e sulla nostra salute. È nostro dovere, e diritto, che anche il vicino di ombrellone o il turista da camminata le rispettino e si impegnino per farlo.
Se il mare è la nostra scelta è indispensabile non gettare carte, bottiglie, oggetti di plastica, sacchetti nella sabbia. Il processo di smaltimento è lunghissimo, ci vogliono anni e anche secoli per smaltire l’immondizia, specialmente se finisce in mare e nello stomaco di delfini, balene o attorno al corpo di pesci e tartarughe fino al soffocamento. Se poi fumate abbiate l’accortezza e la cura di gettare i mozziconi di sigaretta negli appositi posacenere da spiaggia, oppure raccoglieteli spenti in un bicchiere di carta che poi getterete con il resto dei rifiuti nei cestini prima di abbandonare la spiaggia. Con un occhio magari alla differenziata.
Se amate le immersioni non raccogliete stelle marine, ricci, datteri e organismi marini che vivono nell’acqua o sugli scogli. Non staccate conchiglie, non disturbate granchi e paguri perché quella è la loro casa, voi siete gli ospiti. Meglio osservare senza richiamare insetti e uccelli, in particolare se questi ultimi stanno nidificando. E se poi avete la fortuna di incrociare la vostra strada con una tartaruga marinarimanete a distanza, osservatela da lontano perché potrebbe essere pronta per deporre le uova nella sabbia. In tal caso delimitate la zona con paletti e nastri di emergenza, e segnalate il tutto ai responsabili della spiaggia o alle autorità competenti, in modo che proteggano il tutto. Non portatevi a casa ricordi floreali, deturpando la vegetazione locale né coralli, ne ossi di seppia o organismi e pesci protetti.
Anche durante i falò non abbandonate nulla in spiaggia ma lasciatela come l’avete trovata. Se poi con voi in vacanza ci sarà il fedele amico a quattro zampe assicuratevi che la spiaggia sia aperta anche a lui, che non sporchi raccogliendo eventuali deiezioni, e che abbia sempre acqua fresca e un fonte di riparo a portata di mano.
Lo stesso discorso vale per la montagna, con l’accortezza di muovervi con discrezione e cura in un ambiente intatto e silenzioso. Dopo un pic-nic abbandonate lo spazio lasciando l’area pulita, senza deturpare fiori o piante. Attenzione a non accendere fuochi lasciandoli incustoditi una volta finito il pranzo, potreste provocare un incendio causando seri danni alla fauna e flora locale. Oltre a mettere in pericolo voi stessi.
Infine non accendete la musica a volume da concerto, ma considerate l’opportunità di un audio contenuto. All’intera valle o alla spiaggia non interesserà sicuramente conoscere le vostre canzoni preferite. Stesso discorso per l’utilizzo dei cellulari, ricordatevi che è buona usanza conversare con un tono di voce non troppo alto, per non provocare una sorta di inquinamento acustico.
Muovetevi invece armati di macchina fotografica, binocolo e taccuino, appuntate impressioni e immortalate meraviglie. Magari facendovi accompagnare dai vostri piccoli, con i quali potrete condividere il rispetto e le meraviglie della natura. Il modo migliore per insegnare una lezione importante, per crescere amando la natura.
(fonte: greenstyle)
Intanto ricordiamoci che l’ambiente è di tutti, è una casa virtuale dove ognuno è tenuto al rispetto e alla correttezza. Le mancanze di qualcuno inevitabilmente, come vediamo spesso, ricadono su di noi e sulla nostra salute. È nostro dovere, e diritto, che anche il vicino di ombrellone o il turista da camminata le rispettino e si impegnino per farlo.
Se il mare è la nostra scelta è indispensabile non gettare carte, bottiglie, oggetti di plastica, sacchetti nella sabbia. Il processo di smaltimento è lunghissimo, ci vogliono anni e anche secoli per smaltire l’immondizia, specialmente se finisce in mare e nello stomaco di delfini, balene o attorno al corpo di pesci e tartarughe fino al soffocamento. Se poi fumate abbiate l’accortezza e la cura di gettare i mozziconi di sigaretta negli appositi posacenere da spiaggia, oppure raccoglieteli spenti in un bicchiere di carta che poi getterete con il resto dei rifiuti nei cestini prima di abbandonare la spiaggia. Con un occhio magari alla differenziata.
Se amate le immersioni non raccogliete stelle marine, ricci, datteri e organismi marini che vivono nell’acqua o sugli scogli. Non staccate conchiglie, non disturbate granchi e paguri perché quella è la loro casa, voi siete gli ospiti. Meglio osservare senza richiamare insetti e uccelli, in particolare se questi ultimi stanno nidificando. E se poi avete la fortuna di incrociare la vostra strada con una tartaruga marinarimanete a distanza, osservatela da lontano perché potrebbe essere pronta per deporre le uova nella sabbia. In tal caso delimitate la zona con paletti e nastri di emergenza, e segnalate il tutto ai responsabili della spiaggia o alle autorità competenti, in modo che proteggano il tutto. Non portatevi a casa ricordi floreali, deturpando la vegetazione locale né coralli, ne ossi di seppia o organismi e pesci protetti.
Anche durante i falò non abbandonate nulla in spiaggia ma lasciatela come l’avete trovata. Se poi con voi in vacanza ci sarà il fedele amico a quattro zampe assicuratevi che la spiaggia sia aperta anche a lui, che non sporchi raccogliendo eventuali deiezioni, e che abbia sempre acqua fresca e un fonte di riparo a portata di mano.
Lo stesso discorso vale per la montagna, con l’accortezza di muovervi con discrezione e cura in un ambiente intatto e silenzioso. Dopo un pic-nic abbandonate lo spazio lasciando l’area pulita, senza deturpare fiori o piante. Attenzione a non accendere fuochi lasciandoli incustoditi una volta finito il pranzo, potreste provocare un incendio causando seri danni alla fauna e flora locale. Oltre a mettere in pericolo voi stessi.
Infine non accendete la musica a volume da concerto, ma considerate l’opportunità di un audio contenuto. All’intera valle o alla spiaggia non interesserà sicuramente conoscere le vostre canzoni preferite. Stesso discorso per l’utilizzo dei cellulari, ricordatevi che è buona usanza conversare con un tono di voce non troppo alto, per non provocare una sorta di inquinamento acustico.
Muovetevi invece armati di macchina fotografica, binocolo e taccuino, appuntate impressioni e immortalate meraviglie. Magari facendovi accompagnare dai vostri piccoli, con i quali potrete condividere il rispetto e le meraviglie della natura. Il modo migliore per insegnare una lezione importante, per crescere amando la natura.
(fonte: greenstyle)
L’80% dell’energia mondiale arriverà dalle rinnovabili nel 2050
Quasi l’80% del fabbisogno energetico potrebbe essere soddisfatto
dalle fonti rinnovabili entro il 2050, se le politiche nazionali e
internazionali saranno abbastanza efficaci. Lo rivela il Rapporto
speciale sulle rinnovabili (SREEN) appena pubblicato
dall’Intergovermental Panel on Climate Change (IPCC).
Secondo il gruppo di esperti delle Nazioni Unite, gli scenari futuri in
materia di approvvigionamento energetico variano a seconda degli incentivi messi
a disposizione dai governi e delle misure adottate per favorire lo sviluppo
delle fonti “green”. La previsione più ottimistica delle quattro contenute nel
rapporto prevede, appunto, che si arrivi a saziare il 77% della domanda
energetica globale con le rinnovabili nel 2050.
Una bella differenza, rispetto al 12,9% che le fonti alternative assicuravano
all’umanità nel 2008 (secondo gli ultimi dati validati dallo stesso IPCC). In
teoria, precisano gli esperti, si potrebbe arrivare ben oltre, riuscendo a
coprire con le fonti low carbon l’intero fabbisogno di
elettricità del Pianeta, ma l’opzione 100% rinnovabili appare, nel rapporto
IPCC, ancora irrealistica, soprattutto perché le varie forme di
energia verde richiedono ancora un processo di integrazione nei sistemi
energetici già esistenti.
Dovremo dunque “accontentarci”, si fa per dire, del 77% al 2050, con grandi
benefici in termine di riduzione dei gas serra. Un traguardo che,
ovviamente, richiede investimenti economici importanti ma non proibitivi.
Nessuno dei quattro scenari contemplati nel dossier, infatti, prevede che la
spesa per l’implementazione delle rinnovabili superi l’1% del Prodotto
Interno Lordo globale.
Un costo che sarebbe ulteriormente abbattuto, precisa l’IPCC, grazie alla
riduzione della spesa sostenuta per le fonti energetiche fossili e per il
nucleare, il cui peso nel mix energetico mondiale andrà via via a
ridimensionarsi man mano che le rinnovabili prenderanno il sopravvento.
dalle fonti rinnovabili entro il 2050, se le politiche nazionali e
internazionali saranno abbastanza efficaci. Lo rivela il Rapporto
speciale sulle rinnovabili (SREEN) appena pubblicato
dall’Intergovermental Panel on Climate Change (IPCC).
Secondo il gruppo di esperti delle Nazioni Unite, gli scenari futuri in
materia di approvvigionamento energetico variano a seconda degli incentivi messi
a disposizione dai governi e delle misure adottate per favorire lo sviluppo
delle fonti “green”. La previsione più ottimistica delle quattro contenute nel
rapporto prevede, appunto, che si arrivi a saziare il 77% della domanda
energetica globale con le rinnovabili nel 2050.
Una bella differenza, rispetto al 12,9% che le fonti alternative assicuravano
all’umanità nel 2008 (secondo gli ultimi dati validati dallo stesso IPCC). In
teoria, precisano gli esperti, si potrebbe arrivare ben oltre, riuscendo a
coprire con le fonti low carbon l’intero fabbisogno di
elettricità del Pianeta, ma l’opzione 100% rinnovabili appare, nel rapporto
IPCC, ancora irrealistica, soprattutto perché le varie forme di
energia verde richiedono ancora un processo di integrazione nei sistemi
energetici già esistenti.
Dovremo dunque “accontentarci”, si fa per dire, del 77% al 2050, con grandi
benefici in termine di riduzione dei gas serra. Un traguardo che,
ovviamente, richiede investimenti economici importanti ma non proibitivi.
Nessuno dei quattro scenari contemplati nel dossier, infatti, prevede che la
spesa per l’implementazione delle rinnovabili superi l’1% del Prodotto
Interno Lordo globale.
Un costo che sarebbe ulteriormente abbattuto, precisa l’IPCC, grazie alla
riduzione della spesa sostenuta per le fonti energetiche fossili e per il
nucleare, il cui peso nel mix energetico mondiale andrà via via a
ridimensionarsi man mano che le rinnovabili prenderanno il sopravvento.
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Cani in autostrada: arriva il servizio SMS per salvarli
Come ci è capitato spesso di dire in queste settimane, l’estate è una
stagione a rischio per molti animali domestici. Se è ormai possibile portare con sé in vacanza i propri amici a 4
zampe, per molti di noi quest’ultimi restano comunque uno scomodo ingombro.
Reazione estrema a tale “scomodità” è la sconsiderata abitudine a
abbandonare i cani in autostrada, lontani dalla propria
abitazione. Inutile dire che tale gesto, oltre a sottolineare l’incapacità
affettiva degli ex-padroni nei confronti dei loro animali, mette a rischio la
vita di tutti gli altri conducenti. E, purtroppo, è quasi altrettanto inutile
ricordare quanto tale tradizione sia radicata nel nostro Paese.
Proprio per combattere questo fenomeno e salvare cani e
conducenti, le associazioni AIDAA e Pronto Fido, insieme a Radio 105, Radio
Monte Carlo, Virgin Radio e Radio Bau & Co hanno organizzato il servizio:
Io l’ho visto.
In pratica, se vi capita di avvistare un cane lungo un’autostrada, potrete
scrivere un SMS al numero 334 1051030 includendo:
In questo modo darete la possibilità a dei volontari di recarsi sul luogo e
salvare l’animale. Il servizio, che resterà attivo fino al 4
settembre, già l’anno scorso ha permesso il salvataggio di ben 613
cani. Auguriamoci, però, che quest’anno gli italiani mettano la testa a posto e
che il fenomeno si controlli da solo.
stagione a rischio per molti animali domestici. Se è ormai possibile portare con sé in vacanza i propri amici a 4
zampe, per molti di noi quest’ultimi restano comunque uno scomodo ingombro.
Reazione estrema a tale “scomodità” è la sconsiderata abitudine a
abbandonare i cani in autostrada, lontani dalla propria
abitazione. Inutile dire che tale gesto, oltre a sottolineare l’incapacità
affettiva degli ex-padroni nei confronti dei loro animali, mette a rischio la
vita di tutti gli altri conducenti. E, purtroppo, è quasi altrettanto inutile
ricordare quanto tale tradizione sia radicata nel nostro Paese.
Proprio per combattere questo fenomeno e salvare cani e
conducenti, le associazioni AIDAA e Pronto Fido, insieme a Radio 105, Radio
Monte Carlo, Virgin Radio e Radio Bau & Co hanno organizzato il servizio:
Io l’ho visto.
In pratica, se vi capita di avvistare un cane lungo un’autostrada, potrete
scrivere un SMS al numero 334 1051030 includendo:
- una breve descrizione del cane;
- l’ora di avvistamento;
- il luogo di avvistamento e il senso di marcia tenuto;
In questo modo darete la possibilità a dei volontari di recarsi sul luogo e
salvare l’animale. Il servizio, che resterà attivo fino al 4
settembre, già l’anno scorso ha permesso il salvataggio di ben 613
cani. Auguriamoci, però, che quest’anno gli italiani mettano la testa a posto e
che il fenomeno si controlli da solo.
Arrivano i Caschi Verdi dell’ONU per le crisi ambientali
La proposta, avanzata dall’ambasciatore tedesco Peter Wittig, ha riscontrato subito il favore di Italia e Stati Uniti nonché del segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon. Nessuna azione concreta prevista per il momento, ma un progetto che è ben oltre la fase delle ipotesi. I “Caschi Verdi” stanno prendendo corpo, in virtù del fatto che le loro azioni potrebbero non differire di molto dai compiti ricoperti dai corrispettivi Blu.
Entrambi i gruppi sarebbero legati a crisi umanitarie, con le forze verdi impegnate nella risoluzione delle cause generatrici del conflitto, sempre più spesso legate alla scarsità di risorse primarie come acqua e cibo. Una forza quindi che potrebbe cooperare con quella già a disposizione, riuscendo così a garantire maggiore sicurezza al patrimonio ambientale mondiale e più azione contro il riscaldamento globale. a essere alleggerita sarebbe di conseguenza la questione sicurezza, sempre più spesso legata alle guerre civili e all’emigrazione di massa.
Queste le parole con cui Peter Wiggit ha presentato il progetto:
Ridipingere di verde i caschi blu darebbe un segnale forte, ma affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici nelle regioni più precarie sarebbe poi tanto diverso dai compiti che già svolgono oggi?
Attraverso il suo rappresentante, la Germania sperava di riuscire a far votare una risoluzione che ponesse già concretamente le basi per la creazioni di questa nuova forza. Progetto frenato da Cina, Russia, India e Brasile in primis, preoccupati di vedere frenata la propria scalata economica per combattere il riscaldamento globale.
“Patetica” ha definito questa presa di posizione Susan Rice, ambasciatrice Usa, mentre il SegretarioBan Ki-Moon è riuscito a far approvare quantomeno un documento che attesti l’esistenza del problema. Tutto rimandato quindi, con il portavoce dell’Onu Martin Nesirky che però dichiara appena iniziata la partita:
C’è molto lavoro da fare, ma il segretario generale è deciso ad andare avanti.
Entrambi i gruppi sarebbero legati a crisi umanitarie, con le forze verdi impegnate nella risoluzione delle cause generatrici del conflitto, sempre più spesso legate alla scarsità di risorse primarie come acqua e cibo. Una forza quindi che potrebbe cooperare con quella già a disposizione, riuscendo così a garantire maggiore sicurezza al patrimonio ambientale mondiale e più azione contro il riscaldamento globale. a essere alleggerita sarebbe di conseguenza la questione sicurezza, sempre più spesso legata alle guerre civili e all’emigrazione di massa.
Queste le parole con cui Peter Wiggit ha presentato il progetto:
Ridipingere di verde i caschi blu darebbe un segnale forte, ma affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici nelle regioni più precarie sarebbe poi tanto diverso dai compiti che già svolgono oggi?
Attraverso il suo rappresentante, la Germania sperava di riuscire a far votare una risoluzione che ponesse già concretamente le basi per la creazioni di questa nuova forza. Progetto frenato da Cina, Russia, India e Brasile in primis, preoccupati di vedere frenata la propria scalata economica per combattere il riscaldamento globale.
“Patetica” ha definito questa presa di posizione Susan Rice, ambasciatrice Usa, mentre il SegretarioBan Ki-Moon è riuscito a far approvare quantomeno un documento che attesti l’esistenza del problema. Tutto rimandato quindi, con il portavoce dell’Onu Martin Nesirky che però dichiara appena iniziata la partita:
C’è molto lavoro da fare, ma il segretario generale è deciso ad andare avanti.
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